Galimberti: «La città ci volta le spalle»**
Udine sembra aver imboccato la strada del caos permanente. Cantieri ovunque, parcheggi che spariscono come se fossero un dettaglio superfluo, e un centro storico che ogni giorno perde un pezzo della sua vitalità. A far esplodere la rabbia, questa volta, è Galimberti, che non usa mezzi termini: «La città ci volta le spalle».
Il commerciante racconta una quotidianità fatta di transenne, deviazioni improvvisate e clienti che rinunciano a venire in centro perché “tanto non si trova posto”. Una situazione che, secondo lui, non è più sostenibile: i lavori vanno avanti a rilento, le alternative non esistono e chi tiene aperta un’attività deve sperare che la gente abbia la pazienza di girare a vuoto per dieci minuti prima di arrendersi.
La politica, intanto, continua a parlare di “rigenerazione urbana”, ma la rigenerazione, per ora, sembra riguardare solo le mappe dei progetti e non la vita reale della città. Gli esercenti si chiedono chi abbia deciso un piano lavori così invasivo senza prevedere un minimo di compensazione per chi ogni giorno tiene accese le luci del centro.
Galimberti non lancia un allarme isolato: è la voce di una categoria che si sente ignorata. E quando la città smette di ascoltare chi la anima, il rischio è che le serrande si abbassino davvero. Udine non può permetterselo, ma sembra non accorgersene.

