Il Consiglio comunale di Udine ha approvato gli aumenti della Tari per il 2026, aprendo una seduta segnata da un confronto politico particolarmente acceso.
La maggioranza ha dato il via libera ai rincari della tassa rifiuti: +6% nel capoluogo e +5% nei Comuni serviti da Net, motivando la scelta con l’aumento dei costi di gestione e con gli adeguamenti richiesti dal piano finanziario.

La discussione è però esplosa sul capitolo dei finanziamenti regionali al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, tema che ha polarizzato l’aula. L’opposizione ha contestato la gestione dei contributi e la strategia culturale dell’amministrazione, mentre la maggioranza ha difeso la linea adottata, rivendicando la continuità del sostegno all’ente teatrale e accusando gli avversari di strumentalizzare il dibattito.

Approvata anche una variazione di bilancio da oltre 2 milioni di euro, che comprende interventi su servizi, manutenzioni e attività culturali. Il punto sulla riqualificazione del complesso di San Domenico ha chiuso la seduta, con un aggiornamento sullo stato dell’iter e sulle risorse necessarie per il recupero dell’area.

La giornata consiliare ha confermato le tensioni politiche che attraversano Palazzo D’Aronco, con la Tari e il Teatro a fare da catalizzatori di una contrapposizione sempre più netta tra maggioranza e opposizione.

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