II RETROSCENA-Operazione Colle-Casini al Quirinale, l’asse trasversale che sfida Meloni

 

Operazione Colle

La corsa al Quirinale del 2029 è già iniziata, e il nome che torna con insistenza nei retroscena è quello di Pier Ferdinando Casini, 71 anni, ex presidente della Camera e figura di equilibrio riconosciuta in più aree politiche. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, si sta consolidando una trama bipartisan che coinvolge ambienti vicini a Marina Berlusconi, settori riformisti del Partito Democratico, e il lavoro di mediazione del sempre influente Gianni Letta.

Il triangolo Marina Berlusconi – Pd – Letta

Le fonti citate da Today e da La Stampa parlano di contatti sempre più frequenti tra emissari della presidente di Fininvest e dirigenti dem come Dario Franceschini e Francesco Boccia, entrambi vicini alla segretaria Elly Schlein. L’obiettivo dichiarato: impedire che il successore di Sergio Mattarella sia scelto unilateralmente dalla maggioranza guidata da Giorgia Meloni.

In questo schema, Casini rappresenterebbe il profilo ideale: moderato, istituzionale, accettabile per Forza Italia, per l’area riformista del Pd e anche per Matteo Renzi.

Il ruolo di Gianni Letta

A tessere la tela è soprattutto Gianni Letta, storico consigliere di Silvio Berlusconi, che avrebbe ricevuto il mandato di verificare perfino la possibilità di un incontro diretto tra Marina Berlusconi ed Elly Schlein. Letta mantiene un dialogo costante con Franceschini e Boccia, e secondo più fonti sarebbe lui il vero architetto dell’operazione.

La variabile legge elettorale

La partita del Colle si intreccia con quella della riforma elettorale. Marina Berlusconi non gradirebbe il modello proposto da Fratelli d’Italia, giudicato troppo sbilanciato verso la maggioranza; preferirebbe invece un impianto più proporzionale, che mantenga aperti gli scenari post‑voto. Questo rende ancora più urgente il dialogo con il Pd, che teme un sistema cucito su misura per la destra.

Casini, il candidato di equilibrio

Casini, dal canto suo, ha richiamato la necessità di un accordo ampio sulle regole del voto e ha espresso cautela sul premierato, posizioni che lo rendono ulteriormente compatibile con un fronte trasversale.

Uno scenario già in movimento

Secondo Il Giornale d’Italia, la convergenza su Casini sarebbe ormai la più solida tra quelle in campo, con un asse che unisce Forza Italia, riformisti Pd e renziani. Marina Berlusconi, che potrebbe scendere in politica nel 2026, sarebbe destinata a giocare un ruolo centrale nella partita del Colle.

EC

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