Due nuove scosse hanno colpito il Friuli nella notte, prolungando uno sciame sismico che ha superato i 25 eventi e mantenendo alta l’attenzione in Carnia.
La terra continua a muoversi in Friuli Venezia Giulia. Dopo lo sciame sismico che tra il 14 e il 15 aprile ha registrato oltre 25 scosse nell’area di Preone, la notte del 16 aprile è stata segnata da due nuovi eventi, entrambi localizzati a sud-est del paese. La prima scossa, avvenuta alle 03:14, ha raggiunto una magnitudo 2.8, seguita da un secondo movimento con caratteristiche quasi identiche, confermando una sequenza ancora attiva.
Le nuove scosse si inseriscono in un quadro già intenso: nelle ore precedenti erano stati registrati eventi fino a magnitudo 2.9, percepiti dalla popolazione ma senza provocare danni. L’INGV ha individuato ipocentri tra i 10 e gli 11 km di profondità, tipici della micro-sismicità alpina.
Secondo gli esperti, si tratta di un fenomeno coerente con la natura geologica del territorio friulano, situato lungo la zona di contatto tra la microplacca Adriatica e quella Eurasiatica. Gli sciami sismici, spiegano i sismologi, rappresentano un normale rilascio di energia e possono protrarsi per ore o giorni.
Nonostante la frequenza degli eventi, non sono stati segnalati danni a persone o edifici. Le autorità invitano alla prudenza e a seguire solo fonti ufficiali, mentre il monitoraggio prosegue senza sosta.
La sequenza sismica in corso ricorda ancora una volta quanto il Friuli resti un territorio sensibile, dove ogni movimento della crosta viene osservato con attenzione.

