La 49ª Fieste de Patrie dal Friûl si è svolta quest’anno in forma itinerante tra Artegna e Montenars, due luoghi simbolo della pedemontana friulana. Una scelta non casuale: nel 50° anniversario del terremoto del 1976, la ricorrenza ha assunto un valore ancora più profondo, intrecciando identità, memoria e rinascita.
La giornata si è aperta ad Artegna con il tradizionale alzabandiera accompagnato dalla Filarmonica “Luigi Mattiussi”, seguito dalla Messa in friulano nella chiesa di Santa Maria Nascente, con letture anche in sloveno e tedesco. Il corteo ha poi animato piazza Marnico con danze e colori dei gruppi folcloristici, prima della cerimonia civile al Teatro Monsignor Lavaroni, dove è stata letta la Bolla imperiale che nel 1077 sancì la nascita dello Stato patriarcale friulano.
Momento centrale della mattinata, la consegna di una targa dell’ARLeF al rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari: un riconoscimento al ruolo dell’ateneo nella ricostruzione post-sisma e nella tutela dell’identità friulana. Un gesto dal forte valore simbolico, ricordato anche dalle autorità presenti.
Nel pomeriggio la festa si è spostata a Montenars, terra natale di Pre Checo Placereani, ideatore della Fieste e figura cardine dell’autonomismo friulano. Qui la celebrazione ha assunto un tono più conviviale, con momenti enogastronomici e incontri dedicati alla cultura locale.
L’edizione 2026 si è chiusa con il tradizionale passaggio della bandiera: Sacile, Comune ospitante nel 2025, ha ceduto il testimone ad Artegna e Montenars. L’appuntamento per il 2027 tornerà proprio a Sacile, confermando la natura itinerante e comunitaria di una festa che continua a raccontare, anno dopo anno, la storia viva del popolo friulano.

