Il taglio del 65% del credito d’imposta legato alla Transizione 5.0 ha scatenato la dura reazione del presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, che parla di un “vulnus grave” per il sistema produttivo regionale. La misura colpisce soprattutto le piccole e medie imprese che avevano già programmato investimenti e forniture, facendo affidamento su incentivi considerati ormai consolidati.
Agrusti denuncia una “crepa nella fiducia” tra imprese e governo e invita a una mobilitazione compatta, affinché il malessere del tessuto produttivo venga ascoltato. Il taglio, sostiene, equivale a “tagliare il ramo su cui è seduto il Paese”, mettendo a rischio innovazione, competitività e stabilità finanziaria delle aziende.
Anche altre associazioni imprenditoriali regionali condividono l’allarme, chiedendo all’esecutivo di ripristinare risorse e credibilità in un momento già segnato da tensioni economiche e geopolitiche.
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il presidente Agrusti

