“L’alta affluenza registrata in tutta Italia, con un dato del 58% e un risultato ancora più significativo a Udine, dove si è raggiunto il 64%, rappresenta innanzitutto un segnale molto positivo di partecipazione democratica. I cittadini hanno scelto di prendere parte a una decisione che riguarda il futuro delle nostre istituzioni.
Anche la comunità udinese ha partecipato con grande senso civico, esprimendosi in modo chiaro e contribuendo a questo risultato nazionale.
Il risultato del referendum è netto e si inserisce in una dinamica che il nostro Paese ha già conosciuto. Come accadde nel 2016 con il governo Renzi, anche oggi gli italiani hanno voluto mandare un messaggio preciso al Presidente del Consiglio: la priorità deve essere il governo del Paese, non la modifica della Costituzione.
La nostra Carta, nata dal lavoro dei padri costituenti, continua a rappresentare un punto di equilibrio alto e condiviso. Evidentemente i cittadini la considerano ancora oggi solida, attuale e non bisognosa di interventi strutturali.
Ora si apre una fase politica nuova. Nel 2016 quel risultato portò alle dimissioni del Presidente del Consiglio. Vedremo quali saranno le valutazioni della Presidente Meloni, ma un dato è certo: con una partecipazione così ampia, il segnale espresso dai cittadini non potrà essere ignorato”.

