L’attivazione delle telecamere ai varchi della Ztl di Udine riaccende le preoccupazioni degli esercenti del centro. L’annuncio del Comune, atteso da tempo ma arrivato senza un confronto finale con le categorie, viene letto come un cambio di passo imposto dall’alto. A manifestare il malumore è soprattutto Confcommercio, che denuncia un metodo ritenuto poco inclusivo: «Abbiamo avanzato proposte concrete, ma sono sempre cadute nel nulla», afferma l’associazione, sottolineando il rischio di un ulteriore calo di accessi e di attrattività per le attività già provate dalla crisi dei consumi.
Gli operatori temono che l’attivazione degli “occhi elettronici” possa irrigidire ulteriormente la mobilità in centro, scoraggiando clienti occasionali e complicando la logistica di chi lavora nelle vie storiche. Pur riconoscendo la necessità di regole chiare, le categorie chiedono un percorso più partecipato e soluzioni che bilancino tutela della vivibilità e sostegno al commercio. La partita, ora, si sposta sul dialogo che gli esercenti auspicano ancora possibile.
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