I fermati non ci stanno e si appellano ai legali .
«Eravamo lì per caso, non c’entriamo nulla con gli scontri»: è la voce condivisa di insegnanti, fotografe e grafici fermati il 14 ottobre in via Carducci. Alcuni raccontano di essere stati colpiti con manganelli mentre si dirigevano alle auto, trattenuti per ore in questura e destinatari di fogli di via senza spiegazioni A. Tra loro, giovani professionisti e studenti, come Roberto, insegnante di cinese, e Manuel, grafico ventenne. Le testimonianze parlano di un clima surreale, di paura e incredulità. «Abbiamo vissuto un incubo», afferma una delle fermate. I legali sono già al lavoro per impugnare i provvedimenti. La vicenda solleva interrogativi sulla gestione dell’ordine pubblico e sulla tutela dei diritti civili.
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