Italia-Israele a Udine: lo sport sotto pressione politica
La partita di qualificazione ai Mondiali 2026 tra Italia e Israele, in programma martedì 14 ottobre allo stadio Friuli, si è trasformata in un evento ad alta tensione politica e diplomatica. Mentre il presidente della Regione FVG, Massimiliano Fedriga, ha confermato la sua presenza allo stadio, il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni parteciperà invece a una veglia di preghiera per la pace, organizzata dall’arcivescovo Riccardo Lama
La città è blindata: oltre 10.000 persone sono attese per il corteo pro Palestina, che sfilerà nel pomeriggio per le vie del centro, con misure straordinarie di sicurezza e limitazioni alla circolazione A. Il prefetto ha disposto il divieto di vendita e consumo di bevande in contenitori di vetro, ceramica o lattina per tutta la giornata
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito che “la partita deve restare un evento sportivo nel suo senso più autentico”, sottolineando l’impegno del Governo per garantire una cornice di sicurezza e contrastare ogni forma di odio e intolleranza
Nel frattempo, il Comitato Palestina Udine ha chiesto l’annullamento del match, definendolo “un affronto alla memoria della città medaglia d’oro alla Resistenza” Le divisioni politiche si fanno sentire anche a livello nazionale, con polemiche sull’eventuale coinvolgimento del Mossad nella gestione della sicurezza
Lo sport, in questo caso, non riesce a sottrarsi al peso della storia e delle tensioni internazionali.

