Nicolò Zaniolo non è tra i convocati dell’ultima Nazionale, ma il suo nome continua a rimbombare tra i sogni azzurri. A Udine ha ritrovato campo, fiducia e gol. Tre reti, leadership silenziosa e una fame che parla chiaro: vuole tornare. Gattuso lo osserva, lo stima, lo aspetta. “Le porte sono aperte”, ha detto. E allora che si apra davvero, perché Zaniolo non è solo talento: è rabbia costruttiva, è muscolo e visione, è quel guizzo che manca a un’Italia troppo prevedibile. I playoff di marzo si avvicinano, e servono uomini capaci di accendere la scintilla. Zaniolo ha già bruciato le tappe, ha già conosciuto l’abisso. Ora merita il riscatto. Non per nostalgia, ma per necessità. Perché la Nazionale ha bisogno di chi sa cadere e rialzarsi. E lui, oggi, è pronto a correre più forte di prima.

