Zakharova – Quando la propaganda calpesta il dolore

 

Nel giorno in cui Roma piange il crollo della Torre dei Conti e cerca tra le macerie vite e speranze, dalla Russia arriva una dichiarazione che ferisce più delle pietre cadute. Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha scritto: “Finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente i soldi dei suoi contribuenti per l’Ucraina, l’Italia crollerà tutta, dall’economia alle torri”.

Parole che non solo speculano su una tragedia ancora in corso, ma che trasformano il dolore in arma retorica. Un attacco cinico, calcolato, che ha suscitato reazioni durissime da ogni parte politica. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito la frase “vergognosa e inaccettabile”, mentre l’ambasciatore russo è stato convocato alla Farnesina per chiarimenti.

Ma oltre la diplomazia, resta lo sdegno. Perché c’è un limite che la propaganda non dovrebbe mai superare: quello dell’umanità. Deridere un Paese mentre cerca di salvare vite, insinuare che la solidarietà internazionale sia causa di rovina, significa calpestare non solo la verità, ma anche la dignità.

In un momento in cui l’Italia si stringe attorno alle vittime e ai soccorritori, le parole di Zakharova suonano come un insulto alla memoria e alla solidarietà. E ci ricordano che, anche nel conflitto delle idee, serve rispetto. Perché la forza di una nazione non si misura solo nei suoi edifici, ma nella sua capacità di restare umana, anche sotto le macerie.

 

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