Il Friuli Venezia Giulia inaugura Vinitaly 2026 con una presenza tra le più strutturate degli ultimi anni, confermando una strategia ormai chiara: fare sistema. Dal 12 al 15 aprile, nel Padiglione 6 di Veronafiere, la regione si presenta con 1.500 metri quadrati, 80 produttori in collettiva e 31 aziende fuori collettiva che hanno comunque scelto di adottare l’immagine coordinata “Io sono Friuli Venezia Giulia – Connessioni d’eccellenza”.
L’offerta è ampia e rappresentativa: oltre 5.700 bottiglie, quasi 1.400 etichette e un programma di 15 masterclass, affiancate da un “welcome party” dedicato a buyer e stampa. Anche il padiglione Bio segue il format condiviso, coinvolgendo sette aziende.
La partecipazione è frutto della sinergia tra Regione FVG, PromoTurismoFVG ed Ersa, che puntano a rafforzare il posizionamento del vino friulano sui mercati nazionali e internazionali attraverso una regia comune di spazi, eventi e comunicazione. L’obiettivo è chiaro: trasformare la presenza a Vinitaly in una vetrina coordinata, capace di raccontare non solo la qualità dei vini, ma anche l’identità culturale e territoriale del Friuli Venezia Giulia.
Sul fronte economico, il comparto arriva a Verona con numeri solidi: nel 2025 l’export vinicolo regionale è cresciuto dell’8,3%, in controtendenza rispetto al calo nazionale. Le istituzioni sottolineano come questo risultato sia merito dei produttori e della continuità della promozione internazionale, che nel 2026 includerà anche la partecipazione a Wine Paris, ProWein e al ritorno – dopo 15 anni – alla London Wine Fair.
Vinitaly 2026 diventa così non solo una fiera, ma un manifesto identitario: un racconto unitario che intreccia vino, territorio, cultura, innovazione e sostenibilità, rafforzando l’immagine del Friuli Venezia Giulia come territorio d’eccellenza nel panorama vitivinicolo italiano e internazionale.

