Sul referendum sulla giustizia, gli ex magistrati del pool di Mani Pulite si presentano divisi. Gherardo Colombo ha annunciato il suo NO, sostenendo che la riforma «aumenta l’influenza del governo» su giudici e pubblici ministeri e rischia di indebolire l’autonomia della magistratura
Una posizione netta, maturata dopo anni di impegno civile e divulgativo, che lo porta a leggere nel nuovo assetto un pericolo per l’equilibrio costituzionale.
Di segno opposto la scelta di Antonio Di Pietro, che invita a votare SÌ. Per l’ex pm, la separazione delle carriere e i nuovi CSM rappresentano un passo verso una giustizia «più autonoma dalle correnti» e non un cedimento alla politica
Una riforma che, a suo giudizio, può restituire fiducia ai cittadini.
Il “pool”, simbolo della stagione di Mani Pulite, non parla dunque con una sola voce. E proprio questa divergenza racconta la complessità del dibattito che accompagna il referendum.

