Vassalli, la profezia diventa realtà

L’idea di Giuliano Vassalli sulla riforma della giustizia affonda le radici negli anni ’80, quando da presidente della commissione incaricata di riformare il processo penale, propose un modello accusatorio ispirato al sistema anglosassone. Il suo obiettivo era garantire maggiore terzietà del giudice e un equilibrio tra accusa e difesa, superando l’ambiguità del ruolo del magistrato

Uno dei punti centrali della sua visione era la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, per evitare commistioni e assicurare imparzialità. Questa proposta, pur sostenuta da ambienti progressisti, ha incontrato resistenze nel tempo, ma è tornata al centro del dibattito con la recente approvazione parlamentare della riforma costituzionale

La riforma attuale riprende proprio quell’intuizione: carriere distinte, due Consigli Superiori della Magistratura separati, e sorteggio dei componenti per limitare le influenze delle correnti In un certo senso, l’Italia sta completando un percorso iniziato decenni fa, con Vassalli come uno dei suoi primi architetti.

foto Giuliano Vassalli

Da