Dopo decenni di indagini e misteri, la caccia all’Unabomber sembra giunta al capolinea. La perizia genetica, attesa da tempo e consegnata al Gip di Trieste, non ha rilevato alcuna corrispondenza tra il DNA estratto dai reperti e i profili degli indagati. Nessuna identità, nessun nome. Resta aperto solo il caso del 2006 a Caorle, l’unico non prescritto. Un epilogo che lascia l’Italia con più domande che risposte, e una ferita ancora aperta nel Nordest.

