Negli anni in cui Internet non esisteva e l’informatica muoveva i primi passi, un professore udinese intuì il potenziale dell’intelligenza artificiale. Carlo Tasso, docente dell’Università di Udine, fu tra i fondatori di AILAB nel 1984, uno dei primi laboratori italiani dedicati all’AI. In un contesto privo di risorse e tecnologie avanzate, il gruppo sviluppò sistemi capaci di comprendere il linguaggio naturale, anticipando di decenni le applicazioni oggi diffuse. La mancanza di finanziamenti frenò molte idee, ma quella stagione pionieristica ha lasciato un’eredità decisiva: la consapevolezza che l’innovazione nasce dal coraggio di sperimentare. Oggi, con l’AI al centro del dibattito globale, il lavoro di quel professore udinese appare più attuale che mai.

