Sabato pomeriggio, ore 15:00, Bluenergy Stadium. In campo Udinese e Pisa, due squadre che condividono una cosa sola: il desiderio di dimenticare in fretta l’ultima mezz’ora di ogni partita.
L’Udinese arriva da una vittoria a Torino che ha fatto gridare al miracolo anche i più laici tra i tifosi. Zaniolo ha segnato, Ekkelenkamp pure, e qualcuno giura di aver visto addirittura un’azione manovrata. Ma attenzione: la continuità, a Udine, è come il sole a novembre. Spunta, scalda un attimo, poi sparisce dietro una nuvola di pareggi e sconfitte.
Il Pisa, invece, è in fondo alla classifica e ci resta con una certa eleganza. Una sola vittoria in 19 giornate, più pareggi di un torneo di scacchi tra pensionati, e una rosa che sembra uscita da un casting per “Chi l’ha visto?”. L’allenatore ha chiesto rinforzi, la società ha risposto con un silenzio che sa di poesia ermetica.
Nzola è fuori rosa, Lusuardi e Albiol in infermeria, e il centravanti titolare si chiama Meister, che in tedesco vuol dire “maestro”, ma in campo sembra più un supplente spaesato.
L’arbitro sarà Ayroldi, che ha già diretto partite in cui il VAR è stato più protagonista del pallone. A Udine si spera che almeno stavolta il replay non serva a rivedere l’ennesimo rigore contro.
I bookmakers danno favorita l’Udinese, ma si sa: quando i friulani partono con i favori del pronostico, spesso finiscono con i favori della Madonna.
Insomma, sabato si gioca una partita che promette emozioni, o almeno un buon motivo per lamentarsi al bar. E in fondo, anche questo è calcio.

