Il nodo ferroviario di Udine resta bloccato tra ritardi, promesse disattese e soluzioni che non arrivano. A riportare il tema al centro del dibattito è la protesta del consigliere Mansi, deciso a passare le notti in tenda accanto a un passaggio a livello per denunciare l’impatto quotidiano dei convogli sulla viabilità urbana. Un gesto forte, pensato per rompere lo stallo e costringere le istituzioni a intervenire. Intanto cresce la pressione politica: una raccolta firme chiede le dimissioni dell’assessore Amirante, ritenuto responsabile dell’assenza di una strategia chiara sul futuro del nodo. La città osserva, mentre il confronto si fa sempre più acceso.

