Il Comune sogna la smart city ma continua a gestire la ZTL con strumenti da era mesozoica. A denunciarlo è Ester Soramel, segretaria cittadina di Fratelli d’Italia, che evidenzia come, mentre si promuovono bandi per la digitalizzazione del commercio, vetrine online e persino il “gemello digitale” della città, per i permessi temporanei si chieda ancora ai cittadini di inviare una mail. Una modalità che ripropone l’incubo della gestione Honsell‑Giacomello, quando migliaia di multe furono poi annullate in autotutela. Un sistema inadeguato per chi ha necessità urgenti – utenti delle farmacie notturne, tecnici, ospiti di strutture ricettive – e che rischia di sovraccaricare la Polizia Locale, già in passato impossibilitata a leggere tempestivamente le comunicazioni. Le associazioni economiche chiedono da anni un’app che coordini telecamere e pass, ma l’appello resta inascoltato. Prima di parlare di smart city, conclude Soramel, il Comune dovrebbe evitare di complicare la vita a chi Udine la vive davvero.

