Nonostante la fiducia rinnovata dal Partito Democratico, l’assessore Stefano Gasparin resta al centro di un equilibrio instabile. La conferma sembra più una tregua tattica che una vera pacificazione. Le tensioni interne, alimentate da divergenze sulla gestione dei servizi sanitari e da rapporti personali non sempre distesi, continuano a serpeggiare sotto traccia.
Il sindaco De Toni ha finora difeso la posizione di Gasparin, ma il clima in giunta è in evoluzione. L’assegnazione di nuove deleghe ad Andrea Zini, senza toccare formalmente quelle di Gasparin, potrebbe preludere a una redistribuzione più ampia. Non si parla di rimpasto, ma di “riassetto funzionale”: una formula che lascia spazio a scenari più fluidi.
In questo contesto, l’uscita di Gasparin dall’esecutivo non è da escludere. Potrebbe avvenire in modo concordato, presentata come scelta personale o strategica, per evitare fratture esplicite. La partita è aperta, e il silenzio di alcuni protagonisti pesa quanto le dichiarazioni ufficiali.
Ermes Capelli

