Un gesto inspiegabile, crudele, che ha spezzato la vita di un cagnolino e scosso l’intera comunità. È accaduto domenica 18 gennaio in un condominio della periferia udinese: un uomo ha afferrato Pepe, un meticcio di 13 anni affetto da cardiopatia, e lo ha lanciato dal balcone del primo piano, da un’altezza di circa quattro metri.
Secondo la ricostruzione, il cane si era avvicinato al figlio dell’uomo, intento a giocare nel cortile. Temendo – a suo dire – che potesse fargli del male, l’uomo ha reagito in modo spropositato e violento. Il piccolo Pepe, noto e amato nel quartiere, è stato soccorso e portato d’urgenza dal veterinario, ma non ce l’ha fatta: è morto poche ore dopo per le gravi lesioni riportate.
La proprietaria, sconvolta, ha sporto denuncia alla Questura. Il caso è ora al vaglio delle autorità, che potrebbero configurare l’ipotesi di reato di uccisione di animale ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice Penale. L’episodio ha suscitato profonda indignazione anche tra le associazioni animaliste: Enrico Rizzi, noto attivista per i diritti degli animali, ha annunciato una manifestazione di solidarietà e giustizia per Pepe.
«Non si può restare in silenzio di fronte a simili barbarie – ha dichiarato Rizzi –. Chiediamo che la legge venga applicata con rigore e che simili episodi non vengano minimizzati».
Il quartiere, ancora sotto shock, si interroga su come sia possibile che un gesto tanto crudele possa consumarsi in pieno giorno, in un contesto urbano, sotto gli occhi di tutti. Intanto, sui social si moltiplicano i messaggi di cordoglio e le richieste di giustizia.
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