C’è un vino che non è solo vino. È radice, è memoria, è identità. Si chiama Tocai, e nonostante le battaglie legali e le imposizioni europee, continua a scorrere nei calici e nei cuori di chi non ha mai smesso di chiamarlo per nome. Mercoledì 28 gennaio, nella storica cornice di Palazzo Mantica, sede della Società Filologica Friulana, si è tenuto l’incontro pubblico “Il vino è cultura”, per restituire dignità e voce a un simbolo del Friuli più autentico.
A dialogare sul valore culturale del Tocai, tra radici contadine e battaglie identitarie, sono intervenuti Franco Corleone (Società della Ragione), Bruna Flaibani (Vignaioli Indipendenti) e Piero Mauro Zanin, già presidente del Consiglio regionale. A moderare l’incontro, il giornalista Francesco Antonini, che ha guidato il confronto tra memoria storica e attualità politica.
Presenti tra gli altri il Ducato dei Vini con il duca Alessandro , associazioni e sodalizi friulaniste.
L’iniziativa si è conclusa con un brindisi augurale e un dono simbolico: una bottiglia di Tocai, non in vendita, ma carica di significato. Perché il vino, quando è cultura, non si compra: si tramanda.

