Udine – Il comandante saluta e apre il contenzioso con il Comune

 

La breve esperienza di Paolo Carestiato alla guida della Polizia locale di Udine si è conclusa con un atto formale dell’amministrazione: il recesso del contratto durante il periodo di prova. Una decisione che l’ex comandante contesta apertamente e che lo porterà ad avviare un’azione legale contro il Comune, aprendo un fronte amministrativo e politico destinato a protrarsi.

La decisione del Comune e la lettera di commiato

Il 24 febbraio l’amministrazione ha notificato a Carestiato la cessazione del rapporto di lavoro, motivandola con il mancato superamento dei cinque mesi di prova .

Nessun dettaglio ulteriore è stato reso pubblico, e il sindaco Alberto Felice De Toni ha scelto di non commentare la vicenda .

 

Carestiato, rientrato nel frattempo in servizio a San Donà di Piave, ha salutato i colleghi con una lettera dai toni fermi ma rispettosi. Nella missiva, definisce «infondate» le ragioni del suo sollevamento e annuncia di voler «agire nei modi di legge» per tutelare la propria reputazione e professionalità .

 

Ripercorrendo i mesi trascorsi a Udine, l’ex comandante rivendica risultati «concreti e tangibili» ottenuti insieme al corpo: dalla polizia stradale alla vigilanza di quartiere, dalla sicurezza urbana alla gestione delle manifestazioni .

Ai colleghi ha rivolto un invito a «continuare a credere in una Polizia locale moderna, preparata e organizzata» .

Le tensioni interne e lo stato di agitazione

La rimozione di Carestiato arriva in un momento già delicato per il comando di via Girardini. Da settimane, infatti, circa ottanta agenti sono in stato di agitazione sindacale, con il rischio di nuove forme di protesta e persino di uno sciopero .

Secondo il sindacato Sapol, la decisione del Comune è stata «un fulmine a ciel sereno» e rappresenta un caso senza precedenti: «È la prima volta che vedo un comandante non superare il periodo di prova», ha dichiarato il rappresentante Beppino Fabris .

A complicare ulteriormente il quadro è la scelta dell’amministrazione di affidare la firma degli atti al segretario generale Francesca Finco, nominata reggente ad interim. Una soluzione contestata dal Sapol, che la ritiene in contrasto con la normativa regionale sulla Polizia locale .

Le reazioni politiche

La vicenda ha immediatamente acceso il dibattito in Consiglio comunale.
Dall’opposizione, la capogruppo della Lega Francesca Laudicina ha espresso preoccupazione per l’assenza di una guida stabile in un settore strategico come la sicurezza urbana

Anche Luca Onorio Vidoni (Fratelli d’Italia) ha chiesto chiarimenti sulle intenzioni dell’amministrazione per il futuro del comando.

Gli scenari per la successione

Con l’uscita di Carestiato, il Comune dovrà ora decidere come procedere. Tra le ipotesi circola il nome di Marco Muzzatti, attuale comandante a Gorizia ma non si esclude l’apertura di un nuovo bando. Nel frattempo, la gestione ad interim e il contenzioso annunciato dall’ex comandante rischiano di prolungare l’incertezza.

Un caso destinato a lasciare il segno

La rimozione di un comandante durante il periodo di prova è un evento raro e potenzialmente divisivo. La vicenda intreccia aspetti amministrativi, sindacali e politici, e potrebbe avere ripercussioni sulla credibilità e sulla stabilità del comando di Polizia locale nei prossimi mesi.

 

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