Sei persone sono state arrestate nell’operazione che ha smantellato la rete di spaccio attiva tra viale Ungheria e il Parco Martiri delle Foibe a Udine. L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura, è partita la scorsa primavera grazie alle numerose segnalazioni dei residenti, che hanno documentato un via vai sospetto sotto i portici e nelle aree verdi della zona A B.
Gli arrestati — giovani tra i 25 e i 30 anni, di nazionalità pakistana e afghana — sono indagati per detenzione e spaccio di ingenti quantità di stupefacenti. La droga veniva nascosta in siepi, tombini, sotto auto in sosta o dentro cassette delle lettere, così da avere sempre dosi pronte senza rischiare sequestri consistenti in caso di controlli A B.
I provvedimenti eseguiti comprendono tre arresti differiti e un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, che si aggiungono alle due persone già arrestate nelle fasi precedenti dell’inchiesta. In totale sono tredici gli indagati, accusati di aver gestito una rete di spaccio attiva a qualsiasi ora del giorno, in alcuni casi anche nei confronti di minorenni A B.
Determinante, sottolinea la Polizia, è stata la collaborazione dei cittadini, che ha permesso di documentare decine di cessioni e ricostruire l’intera organizzazione.

