Cantieri annunciati, mai aperti. Udine resta sospesa tra progetti evocati e lavori che non decollano, mentre palazzo D’Aronco continua a promettere trasformazioni che tardano a materializzarsi. L’ampliamento del parcheggio Moretti, finanziato con 5 milioni, attende ancora il progetto definitivo; il Venerio, con un intervento da 4 milioni, non ha visto partire i lavori e rischia di arrivare al 2028. L’ex Percoto aspetta il project financing, l’ex Zecchini rinuncia al bar e si avvia a diventare un negozio. Piazza XX Settembre cerca una copertura “leggera” dopo lo stop della Soprintendenza, mentre piazza Garibaldi punta a un cantiere-lampo entro l’anno. Per piazza San Cristoforo si immagina una pedonalizzazione entro il 2027, primo lotto di un intervento da 7 milioni. La nuova sede della Protezione civile dovrebbe aprire il cantiere a giugno. Restano fermi anche i nodi del Cormor, dell’ex Odeon, di villa Toppani, della palestra di roccia e delle ciclabili, a partire da via Lumignacco. Udine attende,

