Nella basilica di San Lorenzo in Lucina, nel cuore di Roma, un restauro ha trasformato un anonimo cherubino in un angelo con i tratti inequivocabili di Giorgia Meloni. L’intervento, firmato dal sacrestano e decoratore volontario Bruno Valentinetti, è stato scoperto accanto al monumento funebre di Umberto II di Savoia, scatenando un immediato caso politico e istituzionale. Le opposizioni parlano di violazione del Codice dei beni culturali e chiedono l’intervento urgente della Soprintendenza, mentre in Vaticano trapelano stupore e imbarazzo per una modifica non autorizzata in un luogo di culto così simbolico. Valentinetti nega ogni intento politico e sostiene di aver semplicemente “ricalcato ciò che c’era”, ma la somiglianza con la premier appare evidente a osservatori e fedeli. Ora un sopralluogo tecnico dovrà chiarire come un volto così riconoscibile sia potuto comparire su un affresco vincolato senza che nessuno intervenisse.
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