Dietro la formula rassicurante della “verifica di maggioranza” si sta consumando un confronto molto più profondo. Da settimane, nei corridoi del Comune, il PD ha smesso di mascherare il proprio malumore: la percezione, tra i dirigenti dem, è che la giunta stia procedendo con un passo troppo lento e con una regia politica poco definita. Da qui la decisione di alzare il livello dello scontro e riaffermare apertamente il ruolo di partito guida della coalizione.
Il nodo vero è l’assessorato ai Lavori pubblici. Le deleghe di Ivano Marchiol sono considerate il cuore dell’azione amministrativa e, allo stesso tempo, il punto più esposto alle critiche. Nei colloqui riservati, i dem parlano di “tempi non più compatibili con le aspettative della città” e chiedono un cambio di ritmo immediato. Non si tratta solo di cantieri: è una questione di percezione pubblica, di capacità di mostrare che la coalizione governa davvero.
Il sindaco, raccontano fonti interne, sta cercando un equilibrio difficile: non vuole sconfessare il proprio assessore, ma sa che ignorare le pressioni del PD rischierebbe di aprire una frattura più profonda. Per questo la verifica è diventata un passaggio cruciale, quasi un banco di prova della tenuta politica della maggioranza.
Sul tavolo non c’è un rimpasto formale, almeno per ora. Ma la richiesta di una “correzione di rotta” è chiara. E il messaggio che filtra dal PD è altrettanto netto: la coalizione può andare avanti, ma solo se la guida politica torna saldamente nelle mani di chi rappresenta il suo baricentro.

