Processo Natisone, la richiesta è 3,7 milioni di risarcimento

 

Le famiglie di Patrizia Cormos, Bianca Doros e Cristian Molnar, i tre giovani travolti dalla piena del Natisone il 31 maggio 2024, hanno formalizzato la loro costituzione di parte civile nel procedimento penale che si aprirà a novembre. La richiesta di risarcimento complessiva ammonta a 3.714.000 euro, suddivisa tra le tre famiglie: 1.269.000 euro per i Cormos, 1.200.000 per i Doros e 1.243.000 per i Molnar. L’avvocato Maurizio Stefanizzi, che rappresenta i familiari, ha presentato la documentazione al Tribunale di Udine, basandosi sulle tabelle nazionali per la liquidazione del danno e sulla giurisprudenza consolidata.

Il processo penale vedrà imputati tre vigili del fuoco e un infermiere della Sores, accusati di omicidio colposo per presunte negligenze nei soccorsi. Tutti hanno scelto il giudizio immediato, rinunciando all’udienza preliminare. La prima udienza, che riguarderà l’infermiere Michele Nonino, è fissata per il 17 novembre 2025, mentre quella per i tre vigili del fuoco è prevista per il 2 dicembre, salvo unificazione dei procedimenti.

Secondo l’accusa, i soccorsi furono tardivi e mal coordinati. L’elicottero con verricello, che avrebbe potuto salvare i ragazzi, non fu inviato in tempo. Le vittime rimasero isolate su un isolotto del fiume per oltre un’ora, sotto gli occhi impotenti dei soccorritori e dei familiari collegati telefonicamente. Un’agonia documentata in diretta, che ha lasciato ferite profonde nella comunità e sollevato interrogativi sulla gestione dell’emergenza.

Il processo si preannuncia delicato e carico di tensione emotiva. Le famiglie chiedono verità e responsabilità, ma anche un riconoscimento concreto del dolore subito. Il risarcimento richiesto non è solo economico: è un atto simbolico, un modo per affermare che quelle vite spezzate meritano giustizia. La tragedia del Natisone ha segnato un prima e un dopo nella percezione della sicurezza e dell’efficacia dei soccorsi in Friuli Venezia Giulia. Ora la parola passa al tribunale.

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