Plusvalenza Mandragora: l’Udinese deferita al Tribunale Federale Nazionale

 

Il club friulano si dice “stupito” e difende la correttezza del proprio operato

L’Udinese Calcio è stata deferita al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare – per presunte irregolarità legate alla plusvalenza realizzata nella cessione di Rolando Mandragora dalla Juventus nel 2018. La Procura Federale contesta al club friulano e a due suoi dirigenti – Stefano Campoccia e Franco Collavino – di aver sottoscritto accordi economici non conformi a quelli ufficialmente depositati in Lega, con l’obiettivo di ottenere vantaggi contabili nei bilanci chiusi tra il 2019 e il 2021.

Secondo l’impianto accusatorio, l’operazione originaria prevedeva un diritto di riacquisto da parte della Juventus per 26 milioni di euro, successivamente trasformato in un obbligo di riscatto a 10,7 milioni. Una modifica che, secondo la Procura, avrebbe violato l’articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva, eludendo le norme federali in materia di trasparenza contrattuale.

Il club bianconero ha reagito con una nota ufficiale in cui esprime “stupore” per il deferimento, ribadendo la piena correttezza e trasparenza del proprio operato e di quello dei dirigenti coinvolti. L’Udinese ha inoltre annunciato che valuterà le azioni più opportune da intraprendere a tutela della propria immagine e dei propri interessi.

Il caso si inserisce nel più ampio filone d’indagine sulle cosiddette “plusvalenze fittizie”, che ha già coinvolto numerosi club italiani e che continua a sollevare interrogativi sulla sostenibilità e la trasparenza del sistema calcio.

 

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