A quarantacinque anni dall’omicidio di Piersanti Mattarella, ex presidente della Regione Siciliana, la Procura di Palermo ha disposto gli arresti domiciliari per Filippo Piritore, ex funzionario della Squadra Mobile e già prefetto
L’accusa è di depistaggio: secondo gli inquirenti, Piritore avrebbe fornito dichiarazioni false sul destino di un guanto trovato nella Fiat 127 usata dai killer il giorno del delitto, un reperto mai repertato né sequestrato e poi misteriosamente scomparso
Il guanto, ritenuto potenzialmente decisivo per risalire agli autori materiali dell’omicidio, sarebbe stato “sballottato” tra uffici senza alcuna tracciabilità, secondo una ricostruzione giudicata “inverosimile” dai magistrati
Le nuove indagini, supportate da tecnologie avanzate, hanno riaperto il caso e portato alla luce incongruenze e testimonianze contrastanti, coinvolgendo anche nomi storici come Pietro Grasso e Bruno Contrada
Un tassello inquietante che riaccende l’attenzione su uno dei delitti più emblematici della storia repubblicana.

