Con 4.235 sedi attive e oltre 64.000 addetti, la metalmeccanica rappresenta il cuore dell’industria manifatturiera del Friuli Venezia Giulia, generando il 56% del valore aggiunto del settore. La provincia di Udine guida per numero di imprese (1.778) e occupati (24.938), con forti specializzazioni in metallurgia, macchinari e prodotti in metallo.
Nel 2025 la produzione ha rallentato meno rispetto al 2024: −4,2% nella meccanica (era −7,2%) e −1,8% nella siderurgia (era −3,2%). L’export regionale cresce del 30,4% grazie alla cantieristica navale (+3,7 miliardi), ma al netto delle navi segna −1,7%. Bene macchinari (+7,6%) e apparecchiature elettriche (+12,6%), in calo metallurgia (−0,8%) ed elettronica (−46,5%).
In provincia di Udine, la produzione meccanica migliora: −0,8% nei primi nove mesi, con un lieve +0,2% nel terzo trimestre. L’export cresce dell’1,8%, trainato da apparecchiature elettriche (+36,4%) e macchinari (+3,4%), mentre calano metallurgia (−3,2%) ed elettronica (−15,8%).
La CIG cala dell’1,8%, ma cresce la straordinaria (+36,5%), segnale di riorganizzazioni in corso.
Le imprese intravedono segnali di ripresa per il 2026, con ordini in lieve aumento. Per rafforzare la crescita serviranno investimenti in innovazione, produttività e internazionalizzazione, puntando su export tecnologico e contenimento dei costi.

