Il futuro dei casoni della laguna di Marano e Grado torna in bilico proprio alla vigilia dell’avvio dell’asta pubblica. Dal 2 aprile sarà possibile presentare le offerte per i lotti messi in vendita dall’Agenzia del Demanio, ma un ricorso potrebbe ribaltare tutto. Il Comune della Bassa friulana ha infatti presentato un’istanza al Commissario degli Usi civici di Trieste, sostenendo la possibile inalienabilità dei beni: secondo l’ente, i casoni rientrerebbero nel patrimonio demaniale civico e, come tali, non potrebbero essere ceduti. L’udienza è già fissata per l’8 maggio, data che potrebbe diventare decisiva per il destino dell’intera operazione. Nel frattempo, l’interesse resta alto: diverse persone hanno visitato i lotti nelle ultime settimane, segno di un mercato potenziale vivace e di un patrimonio che continua a esercitare un forte richiamo identitario e paesaggistico. La partita, però, è tutt’altro che chiusa.

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