Soppressa la linea bus, la denuncia: «Così i disabili restano isolati»
La riorganizzazione del trasporto pubblico urbano sta creando disagi significativi a chi vive il centro storico con una disabilità. Tra loro c’è Omar Sasso, 49 anni, che si muove in carrozzina e che aveva scelto di abitare in via Vittorio Veneto proprio per la presenza della fermata sotto casa. La soppressione della linea 14, che collegava direttamente la zona con il resto della città, ha cambiato radicalmente la sua quotidianità.
Ora, per prendere un autobus, Omar deve raggiungere via Aquileia, la stazione o piazza Primo Maggio: distanze che per molti sono brevi, ma che per lui significano fatica, tempi più lunghi e una mobilità ridotta. «Mi sento tagliato fuori», racconta, sottolineando come quella fermata fosse utile non solo ai residenti, ma anche ai turisti che frequentano l’area.
La sua testimonianza riaccende il dibattito sull’accessibilità del centro e sulla necessità di conciliare efficienza del servizio e diritti delle persone più fragili.

