Legge elettorale- Marco Follini osserva

 

Marco Follini osserva come, a vent’anni di distanza, la politica italiana ripeta gli stessi schemi: nel 2006 il centrodestra cambiò la legge elettorale per limitare le perdite, oggi il governo tenta di modificarla per massimizzare la vittoria. Le dinamiche restano simili: richiami al proporzionale, finte aperture alle preferenze, voto a maggioranza, liste bloccate e coalizioni eterogenee guidate più dai leader che dagli elettori. Allora come oggi, dietro la volontà di mostrare forza si cela la fragilità di una classe dirigente che teme il proprio declino. Follini ricorda le ambiguità del 2006 e nota come anche oggi l’operazione abbia tratti aggressivi, aggravati dal crescente logoramento della rappresentanza e dall’astensionismo. La verticalizzazione del potere appare un’illusione pericolosa, che alimenta un conflitto sistemico profondo. L’Italia avrebbe invece bisogno di una tregua politica, perché la frattura non è più tra destra e sinistra, ma tra la politica e il resto del Paese.

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