Sul piano oncologico la Lega vive ore di tensione. La linea della giunta, blindata da Fedriga, diventa il perno attorno a cui il partito si ricompatta, lasciando ai margini l’ex sindaca ed eurodeputata Cisint e il parlamentare Dreosto. La loro contro-analisi viene liquidata come «un’iniziativa mai condivisa», segnale che i vertici non intendono aprire varchi. Il segretario regionale prova a ricucire, ma Cisint non arretra e rivendica il proprio lavoro. Nel frattempo Riccardi, forte dell’appoggio interno e della scelta di chiudere rapidamente il dossier, esce per ora vincitore dal braccio di ferro. Il Carroccio tenta di mostrare unità, ma la frattura resta evidente nei corridoi del partito.La crisi è solo rinviata.
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Fedriga e Cisint quando tutto era ok

