L’editoriale della settimana – Udine e il suo hinterland, un patto da rinnovare

 

Udine e il suo hinterland: un patto da rinnovare

Udine non è solo il cuore amministrativo del Friuli, ma un crocevia di relazioni, memorie e prospettive che si estendono ben oltre i confini urbani. Il suo hinterland — da Pasian di Prato a Tavagnacco, da Pradamano a Pagnacco — non è periferia, ma tessuto vivo, custode di identità, lavoro, tradizioni e innovazione.

In questi territori si coltiva il senso del quotidiano: le scuole che formano, le piazze che accolgono, le imprese che resistono, le associazioni che tengono accesa la fiamma della comunità. Eppure, troppo spesso, il dialogo tra centro e margine si affievolisce, lasciando spazio a incomprensioni, ritardi, disattenzioni.

Udine ha il dovere — e l’opportunità — di farsi città madre, non matrigna. Di ascoltare, includere, valorizzare. Di costruire politiche che non si fermino al perimetro del ring, ma che abbraccino le frazioni, i borghi, le anime che la circondano. Perché il futuro non si costruisce solo nei palazzi, ma nei cortili, nei campi, nei laboratori, nei consigli comunali minori.

Il patto tra Udine e il suo hinterland va rinnovato con coraggio e visione. Non per distribuire risorse, ma per condividere destino. Perché solo insieme si può essere davvero capitale: di cultura, di solidarietà, di speranza.

 

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