La Carnia alza la voce. A cinquant’anni dal terremoto del ’76, un gruppo di sindaci annuncia il boicottaggio delle celebrazioni ufficiali e mette in discussione l’esistenza stessa dei gruppi comunali di Protezione civile. La decisione arriva dopo la condanna del sindaco di Preone, Andrea Martinis, e del coordinatore Renato Valent: una sentenza che, secondo i primi cittadini riuniti a Tolmezzo, «non riconosce il valore dei volontari né il ruolo dei sindaci sul territorio».
Le squadre restano in stand‑by e l’appello è rivolto a tutto il Fvg: «Serve solidarietà. La Carnia non accetterà altre promesse mancate». Niente presenza alle cerimonie del 50° del sisma, solo alle messe in forma privata. I sindaci chiedono un confronto urgente con la Regione e soluzioni che tutelino chi opera in prima linea.
Se non arriveranno risposte «in tempi ragionevoli», nei consigli comunali approderà la proposta di scioglimento dei gruppi di volontari. Intanto parte una raccolta fondi per sostenere le spese legali di Martinis e Valent, oltre 50 mila euro.

