La Regione Friuli Venezia Giulia alza la voce e chiede a Snaidero di sospendere la chiusura del reparto verniciatura, prevista per gennaio 2026. Una decisione che coinvolgerebbe 27 lavoratori e che ha già sollevato l’allarme dei sindacati e delle istituzioni locali.
Durante un incontro urgente convocato a Trieste, gli assessori regionali Sergio Emidio Bini (Attività produttive) e Alessia Rosolen (Lavoro) hanno posto due condizioni chiare all’azienda: bloccare immediatamente la dismissione del reparto e presentare un piano industriale dettagliato e credibile. Solo a queste condizioni la Regione si è detta disponibile a valutare un eventuale sostegno, anche attraverso strumenti di politica attiva del lavoro e l’intervento di Friulia.
“Non possiamo accettare decisioni unilaterali che mettono a rischio posti di lavoro e un marchio storico del nostro territorio”, ha dichiarato Bini. “Serve un confronto vero, trasparente, con tutte le parti coinvolte”.
La richiesta regionale arriva dopo settimane di tensione, culminate con l’annuncio della chiusura del reparto verniciatura, comunicata ai lavoratori a ridosso delle festività natalizie. Una scelta che ha lasciato sgomenti i sindacati, i quali denunciano la mancanza di dialogo e chiedono garanzie sul futuro occupazionale.
La Regione ha ribadito la volontà di difendere la continuità produttiva dello stabilimento di Majano, tutelando l’occupazione e valorizzando un marchio che ha fatto la storia del mobile italiano. “Non possiamo permettere che un pezzo di manifattura friulana venga smantellato senza un’alternativa concreta”, ha aggiunto Rosolen.
Il tavolo di confronto sarà riconvocato nei prossimi giorni. L’esito dipenderà dalla disponibilità dell’azienda a rivedere le proprie scelte e a condividere un percorso di rilancio. Intanto, cresce l’attesa tra i lavoratori e nel territorio, dove la Snaidero rappresenta non solo un’azienda, ma un simbolo identitario.

