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L’estensione del Friuli fino a Grado, comparsa in un poster didattico dell’Arlef, accende il dibattito dentro il Patto per l’Autonomia. Il segretario Massimo Moretuzzo prende le distanze dalle critiche del collega Enrico Bullian, secondo cui la cartografia includerebbe aree non friulanofone, generando «semplificazioni fuorvianti» A B C. Moretuzzo replica che l’interrogazione «confonde il piano linguistico con quello storico» e non rispecchia la linea del gruppo A C. A spegnere i toni interviene il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ricordando che «i confini fisici e quelli linguistici non sempre coincidono» e che la missione dell’Agenzia resta la promozione della lingua, non la ridefinizione territoriale

