Il confine del rispetto

 

di Enzo Cattaruzzi

Le minacce rivolte al vicesindaco Alessandro Venanzi e all’assessore Ivano Marchiol non sono solo un attacco personale, ma un segnale inquietante del degrado del dibattito pubblico. Quando la violenza verbale si insinua nella vita istituzionale, quando persino una bambina diventa bersaglio di intimidazioni, non siamo più di fronte a dissenso: siamo davanti alla barbarie.

La politica è confronto, non sopraffazione. È responsabilità, non odio. E chi ricopre ruoli pubblici ha il dovere di resistere, ma anche il diritto di essere tutelato. Le istituzioni devono reagire con fermezza, ma la cittadinanza deve fare altrettanto: difendere il rispetto, la dignità, il confine che separa la critica dalla minaccia.

In un tempo in cui la parola può ferire più di un gesto, è la stampa libera, il pensiero lucido e il coraggio civile a dover fare da argine. Perché nessuna idea vale se nasce dalla paura.

 

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