In Friuli Venezia Giulia spariscono 32 Comuni montani a seguito dell’applicazione dei nuovi criteri altimetrici previsti dal decreto Calderoli, che ridisegna la mappa nazionale delle aree svantaggiate. A perdere lo status sono tutte le realtà del Collio e del Carso, con la sola eccezione di Monrupino, oltre a territori simbolici come San Pietro al Natisone, cuore linguistico e culturale della Slavia friulana.
La riclassificazione non è solo formale: rischia di produrre impatti immediati su scuole, imprese e servizi essenziali, perché l’uscita dall’elenco comporta la perdita di agevolazioni economiche, contributi per il mantenimento dei plessi scolastici e sostegni alle attività produttive in zone periferiche.
I sindaci parlano di un provvedimento che non coglie le fragilità socio‑economiche dei territori e temono un ulteriore passo verso lo spopolamento. La Regione valuta contromisure per evitare che comunità già in equilibrio precario vengano penalizzate da criteri ritenuti troppo rigidi.

