FVG, il caso del presunto sabotaggio al TAL: tra ipotesi, smentite e indagini

 

Il Friuli Venezia Giulia torna al centro dell’attenzione europea dopo il danneggiamento di un traliccio elettrico a Terzo di Tolmezzo, episodio che a fine marzo ha rallentato il funzionamento dell’oleodotto TAL, infrastruttura strategica che porta il greggio dal porto di Trieste verso Austria, Germania e Repubblica Ceca. Due piedi del sostegno risultavano tagliati con un cannello, secondo testimonianze raccolte dalla Rai, un dettaglio che ha immediatamente alimentato l’ipotesi di un atto doloso.

La stampa tedesca ha parlato apertamente di sabotaggio, collegando l’accaduto alla vulnerabilità delle reti energetiche europee in un contesto internazionale già segnato da tensioni e minacce ibride. Per alcune testate, l’interruzione della linea elettrica avrebbe messo in difficoltà raffinerie come MiRO e Bayernoil, costrette a ricorrere alle scorte.

La versione italiana è però più prudente. TAL, gestore dell’oleodotto, ha definito le ricostruzioni tedesche “destituite di fondamento”, parlando di un semplice disservizio tecnico dovuto a “molteplici occorrenze”. Terna ha confermato il danneggiamento del traliccio, attribuendolo a ignoti, ma senza avallare la pista dell’attacco coordinato.

Nel mezzo, le indagini della DDA di Trieste e dei ROS, che stanno verificando se si tratti di un gesto intenzionale o di un atto vandalico privo di matrice strategica. Nessuna conclusione ufficiale è stata ancora resa pubblica.

L’episodio, comunque lo si legga, riapre un tema cruciale: la sicurezza delle infrastrutture critiche in una regione di frontiera che è, da decenni, uno snodo energetico continentale. E dimostra quanto, oggi, anche un singolo traliccio possa trasformarsi in un caso geopolitico.

 

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