Editoriale della settimana di Zoe- Silenzio sul comandante-Udine ha bisogno di fiducia

 

Udine si è svegliata una mattina di fine inverno con una notizia che nessuno si aspettava davvero.

Non c’erano sirene, né lampeggianti. Solo una comunicazione asciutta, arrivata come arrivano le decisioni che non vogliono essere spiegate: il comandante della Polizia Locale non è stato confermato.

 

Cinque mesi prima, Paolo Carestiato era entrato in Palazzo d’Aronco con passo sicuro, il curriculum di chi ha già guidato altri corpi e la promessa di rimettere ordine in un sistema che da tempo chiedeva ascolto.

Aveva trovato un Corpo stanco, attraversato da tensioni, con sindacati in stato di agitazione e un organico che faticava a coprire i turni.

Aveva aperto tavoli, ascoltato, chiesto dotazioni, provato a ricucire.

 

Poi, all’improvviso, il silenzio.

E dentro quel silenzio, la decisione: non supera il periodo di prova.

 

Nessuna spiegazione pubblica.

Nessun dettaglio sulle “osservazioni” contenute nella lettera.

Solo la sensazione, palpabile, che qualcosa si sia incrinato molto prima della scadenza dei cinque mesi.

 

I sindacati parlano di un fulmine a ciel sereno.

L’amministrazione parla di divergenze interne.

La città, invece, parla poco. Ma ascolta. E osserva.

 

Osserva un Corpo che resta senza guida.

Osserva un’amministrazione che non chiarisce.

Osserva un clima che si fa più denso, come quando l’aria cambia prima di un temporale.

 

Perché il punto non è solo un comandante che va via.

Il punto è ciò che resta: una domanda sospesa, che rimbalza tra gli uffici e le piazze, tra gli agenti e i cittadini.

 

Cosa è davvero successo?

 

In assenza di risposte, restano i fatti: un incarico interrotto, un Corpo in difficoltà, una città che avrebbe bisogno di trasparenza proprio quando la trasparenza manca.

 

E così il caso Carestiato diventa una storia più grande di un nome e di un ruolo.

Diventa la storia di una comunità che si interroga sul modo in cui vengono prese le decisioni, sul valore della chiarezza, sulla responsabilità di chi guida le istituzioni.

 

Perché un comandante può anche non superare la prova.

Ma una città non può permettersi di non superare la prova della fiducia.

E oggi, a Udine, quella fiducia è la vera protagonista che non deve mancare.

 

 

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