Compenso più alto a Bosetti, è polemica: «Costi coperti dai risultati»

 

L’aumento del compenso al presidente della Fondazione Morpurgo Hofmann, Lorenzo Bosetti, ha acceso un confronto acceso tra politica, sindacati e vertici dell’ente. Il consiglio di amministrazione ha deliberato l’adeguamento alla soglia massima prevista dallo statuto, pari alla retribuzione del direttore amministrativo dell’Asp La Quiete. Una decisione che il consigliere comunale Andrea Di Lenardo (Avs) definisce «infelice», denunciando un incremento «più che raddoppiato, da 30 a 68 mila euro», mentre lavoratori e sigle sindacali segnalano da tempo criticità interne, turn over elevato e condizioni di lavoro difficili. Perplessità arrivano anche dal Pd cittadino e dalla Cgil Fp, che chiede verifiche puntuali nell’ambito del controllo analogo.

Bosetti respinge le accuse e rivendica i risultati ottenuti: «La Fondazione conta quasi 200 dipendenti e l’ultimo bilancio ha registrato un utile di 200 mila euro, sufficiente a coprire i costi degli amministratori per l’intero mandato». Ricorda inoltre che il compenso era fermo dal 2012 e che l’adeguamento è arrivato solo con il secondo mandato, «nel rispetto dei limiti statutari». Quanto alle condizioni interne, parla di «affermazioni false», sottolineando che il turn over è sceso dal 70% del 2022 al 45% nel 2025.
Il caso, al di là delle cifre, riporta al centro il tema della trasparenza e della credibilità degli enti che svolgono funzioni pubbliche: in un momento in cui il personale socio‑sanitario chiede tutele e stabilità, ogni scelta sui compensi ai vertici diventa un banco di prova per la fiducia della comunità.

 

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