Commercio, Venanzi punta a 15 nuove aperture. Ma per FdI il rilancio è zoppo: «Meno bandi, par di bant»

 

L’assessore Alessandro Venanzi rilancia il commercio udinese con un obiettivo ambizioso: stimolare l’apertura di 15 nuovi negozi grazie al bando comunale da 1,4 milioni di euro a fondo perduto. Il bando, aperto a fine 2023 e ora prorogato al 28 febbraio, prevede contributi fino al 75% per nuove aperture, ristrutturazioni e ricambio generazionale, con una particolare attenzione ai quartieri periferici. «L’interesse degli imprenditori è evidente – ha dichiarato Venanzi – e pensiamo sia un traguardo che riusciremo a tagliare».

Ma non mancano le critiche. Ester Soramel e Luca Vidoni, esponenti di Fratelli d’Italia, parlano di un rilancio zoppo e di un’amministrazione «incapace di centrare gli obiettivi, nonostante il supporto di un manager». Denunciano una gestione caotica dei bandi, tra proroghe continue e finestre temporali troppo strette, come nel caso di “Quartieri in movimento”. Sottolineano inoltre che «le domande pervenute riguardano più il centro che la periferia», mentre quartieri popolosi come Chiavris, Paderno, Cussignacco e Baldasseria sono stati esclusi dagli interventi, lasciando presagire che «buona parte del milione di euro stanziato resterà in cassa».

Nel mirino anche alcune scelte simboliche: l’attesa «fideistica» per l’arrivo di marchi come Lush e Signorvino, la concessione triennale a canone irrisorio di un immobile sotto Palazzo D’Aronco al Teatro Giovanni da Udine, e il bando per l’ex Vattolo, ancora non assegnato e limitato all’uso servizi. Il tutto, secondo Soramel e Vidoni, compone «un quadro sconsolante» che conferma l’inefficacia dell’attuale amministrazione. La loro chiosa è tagliente: «Poiché il tempo è denaro, Udine sta andando in perdita. In conclusione: meno bandi, par di bant».

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