Quando la penna scivola sul foglio
di Zoe
Renato Brunetta si è aumentato lo stipendio al CNEL: da circa 250mila a 310mila euro l’anno. E non da solo: anche i dirigenti hanno beneficiato del ritocco. Il risultato? La spesa per le retribuzioni è quasi raddoppiata. Parliamo dello stesso CNEL che, solo due anni fa, bocciava il salario minimo da 9 euro l’ora, sostenendo che “non vuol dire niente”. Evidentemente, 310mila euro l’anno sì. Quando si tratta di chi guadagna 3 o 4 euro l’ora, non è mai il momento in: mancano i fondi, è troppo complicato, non conviene. Ma quando si tratta di aumentare i propri compensi, la penna scivola sul foglio con sorprendente agilità. Ancora una volta, chi dovrebbe rappresentare il lavoro si allontana dalla realtà di chi lavora davvero. E la politica, invece di ridurre il divario, lo allarga. Un gesto che non è solo inopportuno: è indecente. La destra al governo conferma di non avere alcuna sensibilità sociale. E il CNEL, da organo consultivo, si trasforma in simbolo di privilegio.

