A Cividale il centrodestra prova a ricomporsi, ma la trattativa è tutt’altro che semplice. Le frizioni interne, i personalismi e la spaccatura che attraversa la Lega e l’intero schieramento rendono difficile individuare un candidato condiviso e una linea politica credibile. Sullo sfondo restano i nodi irrisolti della città, dall’ex tribunale al mercato settimanale, simboli di una gestione che fatica a trovare una direzione comune.
In questo scenario il centrosinistra intravede una finestra politica rara: la possibilità di capitalizzare le divisioni altrui e presentarsi come l’unica forza capace di offrire stabilità e un progetto coerente. La coalizione lavora per allargare il campo e costruire un’alternativa competitiva, consapevole che la frammentazione del centrodestra può trasformarsi in un vantaggio decisivo.
La città osserva, mentre la partita si gioca tutta sull’equilibrio fragile tra ricomposizione e rottura. Perché a Cividale, oggi, chi saprà mostrarsi unito avrà già mezza vittoria in tasca.

