Il centrosinistra smonta il bilancio di fine anno del presidente Fedriga, accusandolo di nascondere le tensioni interne alla maggioranza e di dipingere un Friuli Venezia Giulia ben lontano dalla realtà. Se per il governatore il 2025 è stato un anno di “grandi risultati” grazie a scelte finanziarie forti, per le opposizioni è stato invece segnato da crisi politiche, stagnazione economica e sanità in affanno.
Debora Serracchiani (Pd) parla di “fine corsa” per Fedriga, criticando la sua insistenza sul terzo mandato nonostante la bocciatura della Consulta e l’assenza di un accordo nel centrodestra. Massimo Moretuzzo (Patto) denuncia una maggioranza “confusa e clientelare”, incapace di affrontare le vere priorità del territorio. Maria Rosaria Capozzi (M5s) evidenzia una crescita “fittizia”, sostenuta da misure straordinarie come il Superbonus, mentre la senatrice Tatjana Rojc accusa Fedriga di immobilismo sul Porto di Trieste e sul ruolo internazionale della Regione. In sintesi, per le opposizioni, il 2026 si apre tra promesse disattese e un governo regionale sempre più in affanno.

