Durante una gara delle giovanili, l’arbitra è stata bersagliata da insulti sessisti provenienti dal settore dei tifosi dell’Union Martignacco. Cori discriminatori, urla e offese che nulla hanno a che fare con lo sport e che hanno trasformato una partita di ragazzi in un triste spettacolo di inciviltà. Il giudice sportivo ha sanzionato la società, ma il presidente ha scelto una linea netta: «La multa? La paghino i genitori. Sono loro ad aver dato un esempio vergognoso, non certo i nostri ragazzi». Una presa di posizione che richiama tutti alle proprie responsabilità educative. Perché sugli spalti, come in campo, il rispetto non è un optional: è la prima regola del gioco.

